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Un progetto durato un anno e mezzo e poi la grande scoperta: una colonnetta di bifora risalente addirittura a quasi sei secoli fa. La scoperta è avvenuta durante il restauro della Villa Reale di Marlia, che senza alcun dubbio, oltre ad altre colonne, nasconde dietro a muri e intonaco ancora tantissime antiche sorprese. La colonnetta col capitello in marmo decorato da foglie lisce è tornata alla luce dal lontano Medioevo in ottime condizioni nonostante le tante e importanti trasformazioni che l’edificio ha subito in queste centinaia di anni.

Il restauro e la scoperta però non sono gli unici grandi lavori che sono stati fatti tra le pareti della villa: il restauro è stato preceduto da un accuratissimo lavoro di ricerca storica al quale ha lavorato con tanta passione e meticolosità l’archeologa fiorentina Nadia Montevecchi, specializzata in archeologia dell’architettura, che con le tecniche dell’archeologia è in grado di rilevare dalla struttura stessa tutte le trasformazioni e gli interventi che nei secoli sono stati effettuati.
Dall’analisi stratigrafica dell’intera struttura della villa, come spiega la stessa archeologa, non solo si è potuto capire che alla fine del Medioevo la Villa Reale era un nobile palazzo illuminato da bifore impreziosite da colonnette di marmo con capitelli, ma che prima era stato un palazzotto medievale e forse anche un castello cinto da mura. È lo stesso edificio, vero e proprio archivio di se stesso, che continua a narrarci la sua storia e dopo il medioevo è stato possibile ricostruire l’aspetto della Villa seicentesca di Lelio Orsetti, le trasformazioni che con la principessa Baciocchi la resero Villa Reale, fino a ricostruire tutti i mutamenti della veste e dei colori con cui la villa si è presenta negli ultimi due secoli. Un lavoro affascinante e importantissimo che è stato scrupolosamente condotto sull’archivio di carta (i documenti) e su quello materiale (i muri): nuove pagine dettagliate che sono state utilizzate prima come guida per il restauro e poi come fonte preziosa per scrivere un altro pezzo di storia, quello che fino a pochi mesi fa era inimmaginabile.

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“Ringrazio per il prezioso contributo l’archeologa Nadia Montevecchi, senza la quale non sarebbe stato possibile effettuare questo importante ritrovamento e la restauratrice Maria Sebeti che con grande passione si sta dedicando al restauro di Villa Reale”.
A dirlo l’architetto Luca Borgogni che in tutti questi mesi ha lavorato anche lui nel cantiere di Villa Reale. “Troveremo il modo – continua l’architetto – di valorizzare il più possibile queste nuove scoperte”.

Giulia Prete

Fonte: http://luccaindiretta.it/capannori-e-piana/item/71020-villa-reale-dal-restauro-spunta-colonna-medievale.html[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row]

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